giovedì, 23 luglio 2009 ore 10:00 - Permalink

"TUTTI VOGLIONO TUTTO PER POI ACCORGERSI CHE è NIENTE"

Mi chiedo dove "tutto" finisca.. o se  sia pari ai numeri che ci sono fra 3 e 4.. Non lo  so..  So solo che Mazzarò fece una brutta fine..

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giovedì, 19 giugno 2008 ore 16:36 - Permalink

Nella cucina dei miei genitori, durante il pranzo domenicale, mio fratello ha annunciato il suo matrimonio.. io mi aspettavo qualcosa di ufficiale.. non so, un: “dobbiamo fare un’annuncio.” Oppure un: “Ci sposiamo..” invece il discorso è passato con nonchalance dalle lasagne che erano venute particolarmente buone, alle bomboniere… tanto che, dentro di me, mi sono chiesta: Mi sono persa un passaggio? Di chi stiamo parlando? E quando ho capito, istantaneamente si è aperto dentro di me un turbine di pensieri, di ricordi, di momenti belli e brutti, di vita con mio fratello.. un calore diffuso nel mio cuore.. e poi vedere quell’eccitazione, quella luce nei suoi occhi mentre parlava del giorno del suo matrimonio.. è così felice.. e anche io sono felice se lui è felice, è contagioso..  matrimonio, solo pronunciarlo mi disorienta, ma a guardare la sua contentezza mi verrebbe voglia di sposarmi anche a me.. mi distraggo ma poi mi torna alla mente mente, ma che succede? mio fratello si sposa?! Ma com’è possibile, è ancora un ragazzino.. poi ricordo di nuovo, non è più un ragazzino.. stupore.. siamo cresciuti.. siamo in “età da matrimonio”.. e questo non manca di ricordarmelo anche mia madre: .. “Tesoro, ti prego.. almeno al matrimonio di tuo fratello, vieni accompagnata.. tutti i tuoi amici verranno accompagnati.. sarebbe brutto che proprio tu fossi sola”
Perché un ragazzo solo è considerato uno scapolo mentre una ragazza è una zitella? O peggio ancora gay? Per quel che riguarda mia mamma ho un anno di tempo per trovarmi un fidanzato.. E’ chiaro che sarei felice di avere qualcuno con cui condividere la mia vita, ma se non lo trovo? Dovrei prendermi il primo che passa?! suppongo che non sarei felice o serena o realizzata o in qualunque modo ci si debba sentire in una vita a due! Quindi se in questo anno non lo trovassi? Dovrei sentirmi una menomata? Una povera zitella senza via di scampo? O forse la domanda è, nella società di oggi dove la donna è sempre più indipendente, è ancora giusto etichettare una ragazza per il suo stato civile? E quindi: meglio sole o male accompagnate?
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venerdì, 13 giugno 2008 ore 08:54 - Permalink

IL MANIFESTO DI UN SOGNO..

Domenica a pranzo. Rumore di forchette, parole in libertà, la testa leggera. Una voce tra tante " Che ci troverete voi nel teatro.!?".
Mi sale improvviso e violento dal fondo dello stomaco un flusso incoerente di parole spezzate, e immagini a flash, come tanti frammenti rotti di uno specchio: La parte. l'attore. in mezzo il profumo pastoso del cerone e quello del legno del teatro  e la patina giallastra sul copione consunto, trafitto di appunti e  su tutto, il ritmo penetrante di quelle parole imparate, scavate, dette, vissute, portate addosso nella vita e nell'arte, per farle più vere, l'una con l'altra. E su tutto l'euforia delle prove, l'imbarazzo mai vinto degli occhi degli altri a scrutare i miei
sentimenti, i limiti eterni che tanto mi inceppano, e tanto mi provocano ad essere davvero me stessa, il tuffo al cuore del mettere a nudo paure e passioni, stanchezze e entusiasmi; E su tutto ancora le chiacchiere amiche tra il riso e il profondo. Fino a quell'unico e sempre nuovo miracolo, le luci accese, le quinte immerse in un silenzio sospeso e magico, la musica sale, il sogno comincia, e il corpo si scorda di essere un bozzolo e diventa colore, energia, incanto, anima e voce impastate e potresti staccarti da terra e gridare che sei finalmente... libera!!!! Ti sveglia ancora una volta lo scroscio affettuoso di applausi che tutte le volte sorprendono e inebriano. avranno capito? avranno sentito? chissà. Resta segreta la stretta di mano, l'abbraccio del cuore, la luce negli occhi, ancora una volta da tanti io... un noi. "Ragazzi.bellissimo. alla prossima". Per sempre.
Respiro con calma. Domino il pathos. mi guardo attorno. I due occhi inespressivi venati di scetticismo al limone  attendono risposta. "Che ci troverete voi nel teatro.!?"
" E' un simpatico hobby."

Tutto il resto è silenzio.
Voi signori che ascoltate
qui tranquilli ed indifferenti,
è un sogno si,
ma quando è estate,
voi dei sogni state attenti..
se quest’ombre v’han annoiato,
dite e tutto è rimediato.
Che, quanto apparve qua davanti
lo sognaste tutti quanti.
E del tema un po’ irreale,
che non più di un sogno vale,
nessuno amici ci riprenda,
noi farem scusate ammenda.
Giuro da folletto onesto,
che faren ammenda presto,
o a me dite villania..
buonanotte compagnia!
M’applaudite.. e un dono poi
renderà il buon Puck a voi..
(4.10.2005 - 12.06.2008)
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lunedì, 26 maggio 2008 ore 09:39 - Permalink

Sogno..."Canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi" (Charlie Chaplin)

"So come on, come on, get it on
Don't know what you're waiting for
Your time is coming don't be late, So come on
See the light on your face
Let it shine
Just let it shine"

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giovedì, 15 maggio 2008 ore 11:06 - Permalink

 

E COME SI DICE: CHI LA DURA LA VINCE.. no.. CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO.. no.. CHI LA FA L'ASPETTI..no.. CHI FA DA SE FA PER TRE.. no.. mmm... MEGLIO TARDI CHE MAI!!!!!!!

La mia cara, dolce, amica Kat, mia dolce studentessa anglofila.. mi ha inserito in questa catena..che io mi appresto ad eseguire:

REGOLE:


-indicare il link di chi vi ha coinvolti ; KATANA

-inserire il regolamento del gioco sul proprio blog; Eccoci qua!

-citare sei cose che vi piace fare e perchè... Riportate qui di seguito

-coinvolgere altre sei persone.. Visto il mio ritardo, sicuramente ogni essere vivente ed animato sul globo se non nella via lattea hagià complilato questa catena.. quindi non mi resta che andare a cercare su Orione, ma so che non hanno la piattaforma soplinder.. peccato!!

-comunicare l'invito sul loro blog ... sto tentando di contattare ciribiribì Kodak, ma non mi risponde..

COSA MI PIACE:

1) Il teatro: recitare e tutto quello che è correlato.. perchè per un paio d'ore ho la possibilità di essere chiunque io voglia.. cambiare il mio carattere..

2) Le immersioni: perchè sono la cosa più rilassante e meravigliosa che abbia mai fatto in vita mia.. perchè sono avvolta da un mondo fantastico dove le bruttezze uname non esistono.. un pò come se adassi nello spazio.. e la sensazione è quella di volare nel blu.. :)

3) Firenze: perchè amo vivere qui.. girare in bici.. e per ogni angolo c'è un ricordo.. perchè qui ripercorro la mia vita..

4) L'inglese: pare una stupidaggine, ma io adoro questa lingua!! Molto probabilmente perchè mi ricorda un periodo particolarmente bello della mia vita.. comunque contino a comprare libri in inglese e la sera faccio ancora gli esercizi nel libro di grammatica!! :))) Ossessione?!

5) Correre: nonostante la mia polentezza la corsa è l'unico sport che non mi pesa, anzi.. dopo la corsa sono molto più attiva del solito..

6) Mangiare: che forse è poco producente per il punto n.5 qui di sopra.. ma cosa c'è di meglio che mangiare?!?!.. beh, effettivamente una cosa m'è venuta in mente.. ma non sta bene detto da una signorina! ;)

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martedì, 13 maggio 2008 ore 22:00 - Permalink

La luce del sole le batteva sull’unico occhio dissommerso dal cuscino.. un vago ricordo di una telefonata ad Albi le ridondava nella testa.. Perché mi pare che sia successa un mese fa?.. pensò perplessa. L’ho sentito 5 min..CAZZO!.. mi sono riaddormentata!!! Le prese un colpo vedendo la sveglia sul bordo del letto.. 10.25.. sono in ritardo ancora una volta!! Giù dal letto, dentro la doccia .. l’eccitazione e la contentezza aumentavano ad ogni goccia che le svegliava la pelle..
La macchina percorreva veloce i viali fino alle Cascine stranamente deserte.. si sarà sparsa la voce in città che oggi ci sarebbe stato il concerto dei Fdt con l’ultima loro hit “Si può dare di più” al laghetto dei cigni?.. effettivamente pure i cigni si sono dati alla fuga.. manco i peruviani si son fatti vedere oggi.. mah..
Viv era là, nascosta fra le fresche frasche con Invisibile kid.. a frescheggiare s’intende.. e poi uno ad uno tutti arrivarono e gli abbracci e baci repressi in tutti questi mesi si poterono liberare dalla prigionia della distanza..
Era una sensazione strana perché nonostante, per colpa della sua vita frenetica, molti di loro non li conoscesse bene, sentiva una spinta da dentro di affetto pari a quella che si prova per un amico di infanzia che si ritrova dopo tanto tempo!
Giusto il tempo della bimba Monì di innamorarsi del Bruco Mela e si erano sistemati all’ombra dei grandi platani del pratone con i loro teli, alcuni classici in stile pic-nic ed altri con un tocco leopardato..
Le prove di canto si susseguirono per la mattinata, e non venivano neanche tanto male grazie al polso di ferro del maestro Wil che metteva tutti in riga.. riusciva a mettere in riga anche Albi che continuava a voler inserire un nuovo Bridge alla canzone: “..ma quando si mangia..??”.
Il pranzo luculliano era come al solito ottimo anche se forse il fratello di Viv, che è un gran cuoco, aveva pensato che fosse il raduno delle truppe di Napoleone verso waterloo perché le porzioni erano tipo per 1500 persone.. ma grazie a questo cibo benedetto, attirato dal profumino, è riuscito a raggiungerli anche Okki ..
Ora manca solo la guest star della giornata.. manca la festegg.. SSSHHH..!! ..eccola!! Patrizia stava arrivando a grandi passi sul pratone.. fai finta di nulla..fai finta di nulla.. sennò te lo legge in viso che si sta impalcando qualcosa..torta, amici, famiglia e via andare..
Le chiacchiere sulla mitica 6° ora del sabato scolastico hanno tenuto baco per l’ora seguente scoprendo che nessuno resta mai la 6° ora del sabato.. ma è mai veramente esistita la 6° ora del sabato??
Ore 15.15 è scattata l’ora X …Driiiin.. “noooo.. Lore! HAI PERSO LE CHIAVI DI CASAA???!!! NOOO.. DAVVEEEROOO?? Allora dovrò venire a portartele..” ma le doti melodrammatiche dei FdT sono andate in frantumi all’arrivo anticipato degli invitati a sorpresa della “festa a sorpresa”.. ma l’importante è la sopresa,no? E alla fine c’è stata, a modo suo..
Il pomeriggio fra canti, risa e chiacchiere è volato troppo in fretta come sempre quando si sta così bene.. e si ritrovarono di nuovo ai saluti tutti speranzosi che il tempo che li vedrà divisi passi altrettanto in fretta..
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lunedì, 10 marzo 2008 ore 23:18 - Permalink
I have seen peace. I have seen pain,
Resting on the shoulders of your name.
Do you see the truth through all their lies?
Do you see the world through troubled eyes?
And if you want to talk about it anymore,
Lie here on the floor and cry... on my shoulder,
I'm a friend.

I have seen birth. I have seen death.
Lived to see a lover's final breath.
Do you see my guilt? Should I feel fright?
Is the fire of hesitation burning bright?
And if you want to talk about it once again,
On you I depend. I'll cry... on your shoulder.
You're a friend.

You and I have been through many things.
I'll hold on to your heart.
I wouldn't cry for anything,
But don't go tearing your life apart.

I have seen fear. I have seen faith.
Seen the look of anger on your face.
And if you want to talk about what will be,
Come and sit with me, and cry... on my shoulder,
I'm a friend.
(cry...)
And if you want to talk about it anymore,
Lie here on the floor and cry... on my shoulder,
Once again.

Cry... on my shoulder
I'm a friend

Ho visto la pace. Ho visto il dolore,
riposandomi sulle spalle del tuo nome.
Riesci a vedere la verità attraverso tutte le loro bugie?
Riesci a vedere il mondo attraverso quegli occhi afflitti?
E se tu vuoi parlarne ancora,
siediti qui sul pavimento e piangi sulla mia spalla,
sono un amico.

Ho visto la nascita, ho visto la morte.
Ho vissuto per vedere l'ultimo respiro di una persona amata.
Vedi la mia colpa? Dovrei provare spavento?
Forse il fuoco dell'esitazione sta bruciando vivacemente?
E se vuoi parlarne di nuovo
io dipendo da te. Piangerò sulla tua spalla.
Tu sei un amico.

Tu ed io ne abbiamo viste tante insieme.
Io mi aggrapperò al tuo cuore.
Non piangerei per qualsiasi cosa,
ma non fare a pezzi la tua vita.

......Ho visto la paura. Ho visto la fede.
Ho visto un’espressione di terrore sul tuo volto
E se vuoi parlare di ciò che avverrà
Vieni e siediti con me e piangi sulla mia spalla.
Io sono un amico.

E se vuoi parlare di ciò che avverrà
siediti qui sul pavimento e piangi sulla mia spalla,
una volta ancora
Piangi sulla mia spalla
Io sono un amico.
(James Blunt)

To my friend, Love u.

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venerdì, 07 marzo 2008 ore 18:25 - Permalink

Restyling.. Ho voglia di ESTATEEE..!!!

Maaare profumo di maaare..
con l'amore io voglio giocare
e' colpa del mare
del cielo e del mare...

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lunedì, 25 febbraio 2008 ore 23:24 - Permalink

“Dovevi sentire la tua voce stamattina!Un cane bastonato..” le disse Gianluca seduto al tavolo di cucina, mentre la guardava mangiare gli involtini al forno che le aveva preparato per cena..

“Beh,avrei voluto veder te al mio posto.. me lo avresti detto ridendo?”

“ahah..no, ma questo ti fa capire che non si può sempre essere perfetti! Impara ad incassare bambina!”

Smise di masticare per un momento e gli lanciò uno sguardo di rimprovero.

“Ehdai Fra! Non mi dirai che non vuoi sempre avere tutto sotto controllo e pianificato!”

“E la maggior parte delle volte ci riesco! Ma questo non vuol dire che io sia perfetta”

“Comunque stamattina eri veramente comica!”

Sorrideva mettendosi in bocca un’altra patatina arrosto e ripensando alla sua avventura.

La sera prima aveva tirato tardissimo, più di quanto avrebbe dovuto, alla festa di una sua amica e la mattina si era messa in macchina con sole 4 ore di sonno sulle spalle, una sbornia paurosa nella testa e le lancette dell’orologio troppo avanti per i suoi gusti!

Miracolosamente in autostrada c’era poco traffico e potè aumentare la velocità. Come un’idiota si mise a calcolare, se avesse tenuto una velocità di crociera di 140km/h, in quanto tempo avrebbe raggiunto l’aeroporto.. 21  minuti e 7 secondi circa.. “beh, dai non sono poi così in ritardo” pensò.. ma proprio mentre incredibilmente era riuscita a fare questo calcolo, si vide sfrecciare alla sua destra l’area si servizio di Serravalle..

“Merda, dovevo fare gasolio!!” La lucetta del serbatoio le faceva l’cchiolino da già troppo tempo.. Vabbe, ci sarà un altro distributore da qui a Firenze!! Pensò fra sé cercando più che altro di autoconvincersi.. ULTIME PAROLE FAMOSE.. Neanche un distributore fino alla barriera di Firenze! Arrivata al casello si sentiva praticamente salva, si ricordava un distributore all’altezza di Sesto..

“Buonasera” disse al casellante.. 2,40€.. ma mentre riponeva gli spicci nel portafogli la macchina si spense… PANICO… ci sono stati circa 10 secondi di totale blackout nel suo cervello che le ha fatto produrre una quantità spropositata di parolacce ed imprecazioni.. alchè girandosi verso il casellante allibito da questo attaco di sproloqui disse con il terrore negli occhi “Ho finito il gasolio”. Ferma, di sabato mattina, con la macchina senza gasolio e per di più al casello autostradale con la fila di macchine dietro.

Quel sant’uomo del casellante, di cui peraltro non ha neanche saputo il nome, spinse lei e la sua macchina al lato del casello attraversando tutto il piazzale.. lo ringraziò mille volte, quasi ebbe l’impulso di abbracciarlo da quanto si sentiva grata! Se non fosse stato così gentile, sarebbe stata piantata li fra la quinta e la sesta corsia del casello fino all’arrivo del suo salvatore.. Che disastro, pensava mentre cercava freneticamente il cellulare nella borsetta.. guardava lo schermo del telefono con il pollice posato sul tasto verde, ma non era sicura di volerlo premere.. oddio, odiava quella situazione.. non è mai stata brava a chiedere aiuto.. ma non per sfiducia negli altri, anzi! Ma per una malsana idea che se fosse riuscita a fare tutto da sola l’avrebbero considerata migliore di quanto non si sentisse lei!

“Bella bimba!” la voce squillante di Gianluca arrivò al suo orecchio come un tuono. “Che succede così di prima mattina!”

“Gianlu, ti devo dire una cosa ma non so come fare…”

“Oh che è successo.. non vieni a cena?”

“No, non è questo..mmm.. oddio, non puoi immaginare dove sono..” le era uscita una voce eccessivamente preoccupata e Gianlu si preoccupò a sua volta.

“Fra, che succede sei nei guai?”

“Sono ferma al casello di Firenze senza benzina”

Ci furono tre secondi di silenzio perché Gianluca assimilasse questa ultima frase e poi scoppiò in una risata risonante..

“Non ci posso credere!! E tu mi dovevi dire questo??Mi hai fatto prendere un colpo, dammi 10 minuti per organizzarmi e arrivo” attaccò la cornetta che ancora stava ridendo..

Adorava Gianluca proprio per questa sua positività in queste situazioni.. il pensiero di come aveva reagito al suo pasticcio la faceva sorridere. In venti minuti arrivò con una tanica di gasolio e l’imbuto e lei era di nuovo su strada ed irrimediabilmente in ritardo, sperando che per una volta allo smistamento bagagli dell’aeroporto di Peretola avessero fatto 15 minuti di sciopero!

La sera arrivò a casa con un’enorme torta alle fragole fra le mani come segno di eterna gratitudine.. ma Gianluca aveva ancora un sorriso di presa in giro stampato in viso ed era sicura che quell’episodio sarebbe stato motivo di battute almeno per tutto il resto della serata..

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venerdì, 01 febbraio 2008 ore 08:44 - Permalink

… continua..
Le scatole della pizza ingombravano il tavolino da thè, la tv parlava in sottofondo ai tre amici seduti sui divani..
“Fran, diglielo e basta, pendi il coraggio e vai.. non ti potranno certo porta via di peso!
No, certo che no”ma non era certo quello il punto.
Allora Franny, spegni le luci, chiuditi dentro e non aprire!”
Matt! sono i miei genitori porca miseria, mica venditori porta a porta!Riesci ed essere serio per una volta??!!
Sei un’animale Matt!”
Va bene, va bene.. stavo scherzando!.. Franny insomma.. proprio perché sono i tuoi genitori capiranno, stai bene qui, ti diverti, hai trovato il tuo mondo.. e poi il hai fidanzato inglese più figo e simpatico!! Appena mi vedranno saranno loro a dirti di restare!”
Ancora una volta non riusciva a terminare una frase in modo serio. Come lei, pensava che la vita fosse la cosa più importante che una persona abbia, ma che fosse altrettanto importante dare il giusto peso ad ogni cosa. Aveva capito le difficoltà della ragazza ad affrontare la situazione, glielo leggeva negli occhi..era forte, il legame fra lei ed i suoi genitori, nonostante suo padre non le abbia mai reso la vita facile. Ma il punto della questione era proprio quello, proprio perché il padre non perdeva occasione per sottolineare i suoi fallimenti, lei faceva sempre di tutto per non contraddirlo e fare quello che potesse fargli piacere.. Il contraddirlo avrebbe segnato una rottura..O almeno questo era il suo timore.. nonostante tutto era sempre suo padre, un burbero che riusciva a ferirla con un solo sguardo, ma che, a parte forse qualche gesto di affetto, non le ha fatto mai mancare niente.
Comunque sbrigati a tornare, non ho certo voglia di ricominciare a cercarmi un coinquilino e a riabituarmi a qualcuno per casa che non conosco e che usa le mie cose!” Borbottò Tony con il suo finto tono da orso.
Si guardarono sorridendo entrambi, ma nessuno osò aggiungere altro. Tutti erano assorti nei propri pensieri quando Matt scoppiò in una risata fragorosa. “Scusate..ahaha.. mi è tornata in mente la serata al bowling quando al ritorno hai voluto guidare tu e hai peso la rotonda contro mano.. ahaha
Apparte il fatto che non è che ho voluto guidare ma che ero l’unica sobria.. e poi..
Ahaha.. perché, Matt, la sua prima sera qui te la ricordi? Che siamo andati al Friday note e il buttafuori non la faceva entrare perché aveva le scarpe da ginnastica..
Si! E Juli gliele ha fatte togliere ed è rimasta sul marciapiede scalza per dieci minuti prima che il tipo le dicesse “guarda che anche senza scarpe non ti faccio entrare lo stesso..”
Eheh.. ma io pensavo che fosse la vostra usanza..
Andarono avanti così tutta la sera, come del resto facevano tutte le sere.. fu bello passare un’ultima serata tranquilla, come se niente fosse.. del resto, nessuno dei tre era mai stato bravo negli adii.. e infatti un tacito accordo stipulava che non ci sarebbero stati.. Matt l’avrebbe lasciata dormire la mattina dopo andando a lavoro e Tony, che non aveva un lavoro fisso, proprio il giorno dopo aveva deciso di accettare un incarico a Londra che lo avrebbe tenuto fuori casa fino a pomeriggio inoltrato, quando lei quindi sarebbe già stata lontana.. e poi c’era sempre una carta da giocare, decidere di restare.
La mente si affollò dell’idea di che faccia avrebbe fatto Matt ritrovandola a casa al ritorno da lavoro, o magari sarebbe andata a Hove a prenderlo direttamente.. si sarebbe fatta trovare appoggiata al cofano del furgone giallo senape.. un sorriso le si stampò in viso..
Alle due passate la serata finì.. sul pianerottolo in cima alle scale si girò e si strinse al suo coinquilino, cercando di trasmettergli un ondata di affetto in modo che si ricordasse ancora a lungo di quanto bene gli volesse.
Il sonno tardò ad arrivare.. Matt russava.. e anche in quel momento riusciva a farla ridere.. anche il tono del suo russare era a suo modo comico.. e lei cullata dal suono ritmico del suo ragazzo al suo fianco viaggiava tra pensieri disordinati e discordanti..
Il giorno arrivò troppo presto ed il pomeriggio ancora più in fretta.. seduta sulla poltrona davanti alla vetrata del salotto, le valigie già davanti alla porta di casa e la giacca posata sul bracciolo, guardava il mare e attendeva di veder sbucare da un momento all’altro l’alfa di suo padre sul vialetto.
L’incontro con i genitori fu inaspettatamente euforico.. cavolo se le erano mancati.. quando vide sua mamma quasi si mise a piangere. Ma come aveva fatto tutti questi mesi senza di lei? lei che era la sua migliore amica, lei che riusciva a capirla con un solo sguardo, lei che era riuscita sempre a darle l’affetto che suo padre non riusciva a darle, lei che era sempre dalla sua parte,che conosceva ogni suo sogno e la esortava a realizzarlo..
Suo padre era fuori che caricava le valigie in macchina, prese il coraggio a due mani e cominciò la sua crociata, sapendo che se non ci avesse provato se ne sarebbe pentita per lungo tempo a venire..
Mamma?”
Si tesoro?” si girò a guardare la figlia e smorzo il sorriso vedendo la tensione sul volto della ragazza.
Io non so se voglio tornare
Il sorriso scomparve definitivamente sul viso della donna che accusò il colpo. Anche per lei l'assenza della figlia da casa è stata dura, ed aveva contato le ore per riaverla a casa. Silenzio. Abbassò lo sguardo. Non aveva mai visto sua madre rimanere così male. Avrebbe voluto rimangiarsi tutto.. e così fu. A 20 anni, benché sia sempre stata più matura della sua età, si rendeva conto che rinunciare alle due persone più importanti per lei per inseguire un sogno, era una cosa troppo grossa da affrontare. Quello sarebbe rimasto comunque il suo sogno.. la sua isola felice dove rifugiarsi nei momenti di tristezza, per rievocare uno dei periodi più spensierati, divertenti ed educativi che ha avuto la fortuna di poter vivere.. Un biglietto lasciato sul tavolino da thè: “Io vado, grazie, ti voglio bene, Fran”.
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